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CS (FDI) – Incontro per analisi del voto, infrastrutture e polemiche Mantova Pride

Stamani all’Hotel Cristallo a Cerese di Borgo Virgilio si è tenuto l’incontro di Fratelli d’Italia per discutere i risultati del voto delle amministrative del 10 Giugno, le proposte relativamente alle infrastrutture della provincia di Mantova e l’organizzazione del Mantova Pride e le polemiche che lo hanno accompagnato. Alla conferenza stampa sono intervenuti la Senatrice Isabella Rauti, la Consigliera Regionale Barbara Mazzali, ed il portavoce provinciale Matteo Masiello.

“Sono tre i nodi che voglio affrontare. — ha affermato la Senatrice Isabella Rauti durante l’incontro — Il primo è di carattere nazionale perché voglio spiegare il posizionamento di Fratelli d’Italia rispetto alla compagine governativa. Il secondo è la questione infrastrutturale che, per altro, è stata centrale nella nostra campagna elettorale delle politiche del 4 marzo ed era inserita nel nostro e nel mio programma sul territorio. Il terzo elemento, in considerazione del fatto che oggi questa città vede lo svolgimento del suo primo Gay Pride, riguarda la nostra posizione in merito.”

“In via di estrema sintesi non ripercorrerò le fasi pre-governative, cioè quel periodo di agonia e crisi istituzionali gravissime intercorso dal 4 Marzo in poi, ma voglio partire dalla formazione del governo. — ha dichiarato la Senatrice Rauti — Fratelli d’Italia ha tenuto in aula un atteggiamento di astensione rispetto al voto di fiducia – e questo tecnicamente è concesso – e noi non abbiamo né posizioni di ministri né di sottosegretari quindi non siamo nella maggioranza di governo. Questa scelta è chiara e netta e ci consente di votare in libertà, provvedimento per provvedimento, tutto ciò che reputiamo rispondente a quello che era il programma della coalizione di centro destra, che è quello per il quale gli italiani ci hanno votato. Il 37% degli elettori, infatti, ha espresso apprezzamento per la coalizione e per quel programma. — ha proseguito Rauti — Non voteremo e respingeremo tutti quei provvedimenti che ci sembreranno assomigliare al programma di centro destra e quindi dal nostro punto di vista assicurare l’interesse nazionale ed il benessere degli italiani. Una posizione netta che però devo articolare, dicendo che non è in contraddizione ma cerchiamo di farla convivere con due elementi. Il primo è che c’è un sentimento diffuso nella popolazione italiana di affezione verso la coalizione ed il programma di centro destra. Questo sentimento si è espresso nelle politiche e si è confermato nell’ultima tornata elettorale quando sono andati al voto oltre 700 comuni ed in moltissimi di questi noi ci siamo presentati secondo uno schema di coalizione di centrodestra. — ha sottolineato la Senatrice di Fratelli d’Italia Isabella Rauti — Voglio anche ricordare che ci sono regioni importanti dove noi governiamo insieme, e che sono frutto anche di recente acquisizione – mi riferisco al Molise, al Friuli Venezia Giulia ed alla Lombardia precedentemente – quindi questo schema esiste e c’è e si configura come una prospettiva futura a livello nazionale ma anche come prospettiva europea delle destre sovraniste e moderate. Riteniamo, nell’ambito di questo modello, di incarnare la destra italiana e chiaramente preferiamo l’originale ad ogni forma di imitazione. Allora in questo governo ossimoro, o bi-teste, è evidente che noi continuiamo a vedere nella Lega il nostro alleato e continuiamo a vedere nel Movimento 5 Stelle il nostro avversario politico e non ne condividiamo, evidentemente, taluni punti fondanti come, ad esempio, il reddito di cittadinanza. Se andate a leggere il contratto di governo — ha concluso la Senatrice Rauti relativamente al primo argomento trattato — troverete molti moltissimi spunti desunti dal programma della coalizione di centro destra ma vi troverete anche elementi non condivisibili da noi. Soprattutto conta  quello che non c’è in un programma: non c’è il sud, non ci sono ricette soddisfacenti e condivisibili per l’economia, se non forzate convivenze, e vedremo cosa si farà. Non avremo un atteggiamento pregiudizievole perché, ripeto, valuteremo via via i vari provvedimenti.”

“Per quanto riguarda un aspetto che mi sta particolarmente a cuore e al quale stiamo lavorando assieme agli amministratori locali, è il terribile nodo infrastrutturale che affligge questo territorio. — ha poi proseguito la Senatrice Rauti — Purtroppo questa non è una novità mentre una novità noi la vorremmo riscontrare in una soluzione che, purtroppo fin qui, non è arrivata. Siccome bisogna essere pratici e concreti, voglio riassumere questo: le strade provinciali – e non mi riferisco solo ad arterie secondarie ma anche a tratti a lunga percorrenza e d’importanza strategica per questo territorio  – vessano in una situazione assolutamente emergenziale che non è stata sufficientemente attenzionata. La soluzione non può essere l’introduzione di limiti di velocità stringenti, la soluzione è quella di riqualificare le strade ed il sistema viario. Esiste una legge di bilancio 2018 – la legge 27 dicembre 2017 n°205  – che autorizza stanziamenti di spesa, anche importanti, e li autorizza dall’anno 2018 fino al periodo che va dal 2019 al 2023. Quindi partiamo da questo aspetto importante. Il secondo passaggio è il decreto ministeriale, il cosiddetto Fondo Delrio per le infrastrutture della precedente legislatura che a sua volta disciplina il finanziamento degli interventi e fa una tabella di ripartizione. — ha proseguito Rauti — Dopo di che è necessario evidentemente un crono programma ed un’intesa a livello di conferenza tra stato e regioni, come, del resto, previsto. Aggiungo che la Provincia di Mantova ha risposto, da questo punto di vista, al suo dovere d’impegno e quindi ha provveduto a trasmettere la documentazione relativa all’annualità 2018 e lo ha fatto in data 7 maggio scorso e, a questo punto, l’interrogazione che presenterò la settimana prossima al Ministro delle Infrastrutture verte su tre quesiti fondamentali: quali sono gli interventi che si intende fare, visto che siamo già a metà del 2018? Con quali degli stanziamenti previsti si intende procedere? E, su imput degli amministratori locali, è prevista la ricerca di fondi aggiuntivi in considerazione del fatto che la prima tranche di investimenti non pare sufficiente? Questo è un nodo molto importante che riguarda l’aspetto viario e stradale.” — ha concluso la Senatrice Isabella Rauti

“La manifestazione prevista oggi a Mantova ci dà l’opportunità di fare due considerazioni — ha spiegato Rauti relativamente al Mantova Pride — La prima è nel metodo, che credo sia oggettiva. La seconda è nel merito, ed evidentemente può non essere condivisa. Nel metodo ho contezza e quindi devo sottolineare che per questa parata, questo primo Gay Pride mantovano, è stata concessa una cornice per la realizzazione del promo di quest’ultimo, un sito esclusivo e riservatissimo e prestigioso come Palazzo Te, che non viene concesso altrimenti. Resta da capire a quali condizioni e perché è stata concessa quella cornice, a titolo gratuito o a pagamento? Inoltre perché un bene di pregio artistico è stato concesso per una manifestazione non artistica ma finanziata dagli assessorati della Famiglia, del Welfare e dei Diritti Sociali?  Quindi aspettiamo di vedere come è stata data l’autorizzazione e in quali termini, e perché la sovrintendenza non è intervenuta nei giorni scorsi a dare riscontro. Inoltre il Comune di Mantova ha finanziato la kermesse con 20.000 Euro a fronte del fatto che altre manifestazioni non vengono parimenti sostenute, addirittura alcuni festival culturali ed iniziative vengono cancellati per assenza di fondi. Per quanto riguarda la considerazione di merito, questa evidentemente è una posizione politica del mio partito, Fratelli d’Italia, e una posizione personale che intendo sottolineare con molta chiarezza. Noi siamo assolutamente contrari a due elementi che, comunque, sono la sottotraccia delle parate dei Gay Pride, perché l’affermazione ad una appartenenza rivendica anche quello che è un diritto che noi non consideriamo tale, ovvero l’adozione da parte delle coppie gay e, ancora, aggiungo la pratica orrenda ed incivile dell’utero in affitto che ha creato un business che dovrebbe essere dichiarato reato e crimine. Quindi non è in questione di diritto di manifestare la propria diversità ma ribadiamo che i suddetti due punti sono per noi irrinunciabili.”

Un momento della conferenza stampa da sx Masiello, Rauti e Mazzali 2 da sx Masiello, Rauti e Mazzali
[Nelle foto da sinistra: Masiello, Rauti e Mazzali]

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