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Corriere della Sera – Rauti e Alemanno, la separazione questa volta è doppia

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Si scioglie la coppia storica della destra italiana. In una intervista a La Verità lei spiega: «Contrasti prima personali e poi politici»

La prima volta fu nel 1996. La separazione fu prima politica e poi personale: lei scelse di rimanere nella Fiamma Tricolore con il padre Pino Rauti. Il marito Gianni Alemanno aderì invece al progetto di Fini, Alleanza Nazionale. Per Isabella Rauti e Alemanno (coppia storica della destra italiana, insieme dal 1989, genitori di Manfredi) la separazione, allora, durò sei anni. «La politica era una forma totalizzante, eravamo una coppia che viveva di passione e militanza . Saltammo per aria». Poi tornarono insieme.

Lei con Meloni, lui con Salvini
Ora la storia di ripete. Ma, come racconta lei a Luca Telese su La Verità, questa volta i contrasti sono prima personali e poi politici. «Noi siamo ancora tecnicamente sposati. Ci stiamo separando. Ma stavolta la rottura non è prodotta da un percorso politico. Ci siamo divisi politicamente dopo averlo fatto sul piano personale. Abbiamo due case, anche in politica: mio marito ha scelto Salvini, io resto con Fratelli d’Italia». «Per essere di destra bisogna avere una storia di destra. Il leghista viene dai comunisti padani» spiega Isabella che nell’intervista racconta anche i suoi ultimi due anni alla Nato come «ufficiale di complemento della riserva selezionata, con indosso la mimetica».

Rauti torna alla politica dopo due anni in una base Nato
Ora Isabella Rauti torna alla politica in Fratelli d’Italia accanto a Giorgia Meloni di cui ha stima profonda. A partire dalla campagna elettorale per la corsa a sindaco di Roma, fatta quando la leader di Fdi era incinta. «Ha fatto un miracolo, si può vincere anche perdendo». La scelta di andare con la Lega del marito Gianni Alemanno (ex sindaco di Roma, ex ministro con Berlusconi, ex segretario del Fronte della gioventù, passato da militante dell’Msi a colonnello di Fini in An) proprio non la digerisce. «Salvini è un interlocutore e un potenziale alleato ma non può essere un approdo. Abbiamo un discriminante sulla questione nazionale. Il referendum in Lombardia e Veneto ha fatto emergere in modo plastico una differenza sostanziale».

La prima separazione
Della prima separazione Isabella Rauti disse che fu atipica. «Lui aveva le chiavi di casa, ci vedevamo spesso e seguivamo insieme la crescita di nostro figlio Manfredi, che allora aveva un anno. Facevamo anche le vacanze insieme» raccontò a Gente.

«Fini, Tulliani e la casa di Montecarlo: abbiamo pietà dei vinti. Però…»
Nell’intervista a La Verità, invece, parla anche di Fini e della svolta di Fiuggi del 1996. Dolorosa sul piano politico e personale, appunto. Sono passati tanti anni ed è tempo di bilanci. «Sono sempre stata antifiniana – racconta a Telese – ma un merito di An fu quello di riportar la destra al governo». Certo, il prezzo – individuato da Isabella Rauti- è stato «annacquare l’identità del partito , da qui è disceso tutto il resto». Leggi i Tulliani, la casa di Montecarlo, le inchieste. «Fanciulle siliconate e signore impellicciate. Alla fine si paga tutto. Il nostro costume è di aver pietà dei vinti, sempre. Però…»

[Fonte: www.corriere.it]

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