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Adnkronos – Preti cantano alla Marcia per la Vita

Al ritmo dei tamburi, i preti della diocesi di Viterbo si scatenano in canti e salti quando è da pochi minuti cominciato a sfilare il corteo per la Marcia per la Vita tra migliaia di persone giunte da ogni parte d’Italia e dall’estero. E dopo la gioia esplosiva, la preghiera in nome della Madonna, portata in processione. Tra i tanti striscioni salta agli occhi del corteo quello che recita: ‘Dio, patria, famiglia’. A esporlo la delegazione di Fratelli d’Italia. Tra loro Isabella Rauti, Maria Teresa Bellucci e Federico Mollicone.

Tantissime le associazioni del mondo cattolico, presenti alla marcia per la vita, come la Vigna di Rachele e la Voce del Verbo. Tanti i sacerdoti , le suore e i missionari. Tra i tanti rappresentanti della Chiesa anche il cardinale conservatore statunitense Raymond Leo Burke, monsignor Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio, l’arcivescovo di Utrecht e il cardinale Willem Jacobus Eijk. Centinaia di persone sono raccolte con striscioni e bandiere con slogan come ‘ogni aborto è un bambino morto’, ‘svegliati Europa, svegliati in Cristo’ e ‘basta genocidi silenziosi’. Palloncini arancioni, azzurri e rosa colorano la piazza. Insieme a una propria delegazione ci sono anche l’Ordine dei cavalieri di Malta e la Congregazione religiosa Istituto del Verbo Incarnato. Alcuni recitano il rosario e pregano, altri ancora gridano : “Chi non salta non è figlio di Maria”.

”Io sono cattolica e ritengo che l’aborto sia un assassinio, quindi non voglio essere costretta a finanziare questo crimine” dice all’AdnKronos Silvana De Mari, dottoressa e scrittrice Pro-Life, anche lei presente alla ‘Marcia per la Vita’, organizzata a Roma. “L’articolo 3 della Costituzione garantisce la libertà religiosa, quindi come non si può costringere un ebreo a mangiare maiale così non si possono costringere i cattolici a finanziare l’aborto”. ”Il sistema sanitario nazionale deve finanziarie le necessità – prosegue la dottoressa – l’antibiotico per la polmonite è una necessità, mentre abortire è una scelta che si può fare oppure no. La donna spesso si pente tra l’altro della scelta compiuta e quando ciò accade insorgono malattie psicosomatiche e scelte autodistruttive e autolesioniste”. ”In effetti – sottolinea De Mari – da un punto di vista biologico, l’aborto è un suicidio differito, la madre uccide il bambino: è come se uccidesse se stessa”. ”Lo Stato non ha nessun dovere di finanziare questa catastrofe – conclude la dottoressa – soprattutto in un momento in cui la sanità è ridotta al lumicino, mancando anche i soldi per somministrare ai pazienti le medicine”.

[Fonte: www.adnkronos.com]

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